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Casa di Pollicino

A MARIANO COMENSE LA CASA DI POLLICINO PER PAZIENTI PEDIATRICI

I locali sono stati predisposti all’interno dell’Hospice del Presidio Polispecialistico “Felice Villa” per ospitare bimbi e ragazzi fino ai 18 anni quando non sono più possibili le cure al domicilio o è necessaria una temporanea ospedalizzazione

MARIANO COMENSE, 26 MAGGIO 2016 – Uno spazio accogliente e tecnologicamente attrezzato per soddisfare i bisogni di cura, gioco e attività di piccoli e giovani pazienti quando non è più possibile assisterli al domicilio o è necessaria un’ospedalizzazione temporanea. È la Casa di Pollicino, un miniappartamento predisposto all’interno dell’Hospice del Presidio Polispecialistico “Felice Villa” di Mariano Comense, struttura facente parte dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Lariana.
Il progetto è stato presentato stamattina in occasione della XV Giornata Nazionale del Sollievo alla presenza, tra gli altri, dei vertici aziendali e di presidio, delle autorità locali, dei rappresentanti dell’Associazione il Mantello, che da anni sostiene l’Hospice, e dei benefattori che hanno contribuito all’iniziativa.

Ogni anno – ha spiegato Carla Longhi, direttore dell’Unità Operativa Cure Palliative – Hospice del “Felice Villa” – ci vengono segnalati piccoli o giovani pazienti per l’assistenza domiciliare o per l’Hospice dai principali ospedali che si occupano di Oncologia ed Ematologia pediatrica o di Malattie rare e/o congenite. Le loro esigenze sono peculiari, ma soprattutto la loro presa in carico deve garantire l’accoglienza e la presenza di tutta la famiglia: mamma, papà, fratelli e sorelle, nonni, zii e poi amici, insegnanti. Tutte queste persone si alternano a piccoli gruppi nella assistenza e nella reciproca compagnia. La Casa di Pollicino nasce affinché, laddove il ricovero in Hospice è necessario, siano garantiti assistenza, intimità, protezione, ascolto e aiuto altamente qualificato. La continua collaborazione con gli specialisti di patologia che hanno curato il paziente prima dell’invio è assolutamente necessaria così come la collaborazione con tutte le figure che possono costituire un valore aggiunto nella cura e nell’assistenza.

È fondamentale anche una formazione specifica che la nostra équipe sta acquisendo da anni sia per quanto riguarda il personale medico che quello infermieristico”.

La fiaba di Pollicino
Il nome attribuito a questa Casa speciale è stato scelto a seguito di una riflessione scaturita dalla lettura della fiaba di Pollicino, applicata alla condizione vissuta dalle famiglie con un bimbo o un ragazzo ammalato: “C’è lo smarrimento dei genitori di fronte alla grave malattia del figlio e la paura di non saperlo e poterlo aiutare – ha sottolineato la dottoressa Longhi -, la verità ascoltata dal piccolo paziente attraverso il linguaggio verbale e non verbale dei genitori, il mettere in gioco intelligenza e astuzia quale strumento per affrontare la difficoltà e tornare indietro. I nostri Pollicini Ammalati sanno che la strada da percorrere è faticosa, spaventosa e piena di pericoli. Dovranno incontrare l’Orco Malattia, che cercherà in tutti i modi di far loro del male, c’è da batterlo, e non è cosa facile, ma la speranza non li deve abbandonare”.

Il ruolo del Mantello
La realizzazione della Casa di Pollicino non sarebbe stata possibile senza il supporto dell’Associazione Il Mantello, da anni a fianco dell’Hospice marianese. “Si è voluto creare uno spazio dedicato e speciale – ha sottolineato Enrica Colombo, presidente del Mantello -. Questo spazio chiamato Casa intende accogliere il paziente e la sua famiglia in una residenzialità protetta dal punto di vista sanitario ma intima dal punto di vista familiare e amicale. Con la collaborazione del Mantello si è realizzato uno spazio in grado di adattarsi all’età dell’ospite, alla numerosità dei suoi famigliari, alle necessità di cura in un contesto funzionale, sobrio, allegro e tecnologicamente attrezzato per soddisfare i bisogni di cura/gioco/attività dei piccoli e giovani pazienti. L’intento è di garantire il più possibile la vicinanza e permanenza nel territorio in cui il minore abita, frequenta la scuola, le attività extrascolastiche sportive o ricreative cosi che possa rimanere facilmente in contatto con tutte le persone e gli amici con cui vuole condividere il suo percorso”.

La dedica
All’ingresso della Casa di Pollicino è stata apposta una targa che recita: “Dedicata al piccolo Gio e alla cara Graziella”. Gio era un bimbo di due anni che ha trascorso l’ultimo mese di vita all’Hospice, mentre Graziella era una paziente affetta da una malattia oncologica il cui desiderio era quello di poter aiutare i bambini in difficoltà. I genitori del piccolo e i parenti di Graziella hanno organizzato alcune raccolte fondi e hanno donato il ricavato per il progetto.
La dottoressa Longhi e la presidente del Mantello Colombo hanno tributato il loro ringraziamento anche a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione della “Casa di Pollicino”:  Scuola Enaip di Cantù, Marco Grassi, Matteo Galimberti, Famiglia Provasi Matteo, Bosisio Mobili, Ipea, Coren, D.B.D. Imbiancature.