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Musicoterapia in Hospice

“La musica comincia dove finisce il potere delle parole” disse il grande compositore tedesco Richard Wagner (Lipsia 1813 – Venezia 1883), mettendo così in evidenza il valore e il ruolo delle sette note che possono superare il confine del silenzio, della preoccupazione taciuta, del senso di smarrimento che a volte rimane inespresso e generare serenità, partecipazione e sollievo.

Grazie al contributo de Il Mantello, dal mese di marzo nella struttura del Presidio Polispecialistico “Felice Villa” di Mariano Comense è stata introdotta l’attività di musicoterapia, svolta da Daniele Molteni, un professionista del settore.
Nello specifico ambito delle cure palliative i bisogni che la musicoterapia riesce a intercettare riguardano diverse aree, tutte però riconducibili alla sofferenza e alla conseguente compromissione della qualità di vita.
Può costituirsi come un intervento che rientra a pieno nelle caratteristiche del modello bio-psicosociale considerando la persona nella sua globalità e ben si integra con gli obiettivi specifici dell’Hospice, struttura che si occupa dell’accompagnamento nel fine vita e delle cure palliative.
È efficace in quanto agisce su aspetti sociali – contrastando isolamento e solitudine -, emotivo-affettivi – alleviando depressione, ansia, rabbia, paura, frustrazione -, cognitivi – prevenendo complicanze di deficit neurologici, disorientamento e confusione -, organici – diminuendo la percezione del dolore – e spirituali.
Diverse revisioni concordano sul fatto che gli interventi con la musica, anche in sinergia con la psiconcologia, abbiano un impatto positivo su dolore, ansia, stress, disturbi dell’umore e qualità di vita e possono essere una valida risorsa per un supporto emotivo anche dei familiari oltre che del paziente.

L’intervento
Le sedute sono prevalentemente individuali, al letto del paziente e previa valutazione ed espressa volontà.
Il musicoterapista propone l’ascolto musicale, l’improvvisazione e la composizione coinvolgendo eventualmente anche i familiari in un contesto relazionale non performativo e non giudicante.
Viene mantenuta aperta la possibilità di sedute in piccolo gruppo per pazienti o per familiari.
Considerando l’evoluzione clinica in fase avanzata di malattia è bene orientarsi su una seduta che sia incentrata sul qui e ora e che sia di per sé completa.
Questo mantenendo una costante flessibilità (estrema variabilità delle condizioni cliniche, ridefinizione di bisogni e obiettivi, necessità di rimodulare la seduta…).
Il percorso può proseguire con più sedute.
La durata è flessibile (10-30 minuti) in base alle esigenze della persona e dei familiari e allo stato clinico ed emotivo.
Il percorso solitamente si avvia con un incontro iniziale di presentazione e conoscenza in cui poter raccogliere informazioni sulle preferenze musicali, sulla disponibilità alla relazione sonoro-musicale, le eventuali competenze musicali o esperienze pregresse, e provare magari già una prima esplorazione di qualche strumento.
In un’ottica di lavoro multidisciplinare in stretto contatto e collaborazione con l’intera équipe curante, la musicoterapia è rivolta a quelle persone che manifestano difficoltà a esprimere e comunicare il proprio vissuto, disagio emotivo, chiusura e isolamento, sintomi fisici stressanti, senso di solitudine e abbandono, interesse o piacere per la musica e disposizione alla relazione e interazione.
L’invio solitamente è a cura di un referente clinico o anche di operatori o volontari che riscontrino requisiti idonei e una volontà di adesione alla musicoterapia.